agosto 4, 2016

Riconoscimento giuridico associazione

Cosa si intende per riconoscimento giuridico?

Un’associazione diventa riconosciuta quando ha richiesto e ottenuto il riconoscimento ex DPR 361/2000 mediante l’iscrizione nel Registro delle Persone Giuridiche tenuto dalla Regione o dalla Prefettura (se l’associazione svolge la propria attività in più Regioni).

Il riconoscimento giuridico ex DPR 361/2000 non deve essere confuso con il riconoscimento delle ODV o con il riconoscimento CONI delle ASD.

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Che vantaggi dà il riconoscimento?

Primo fra tutti: il vantaggio dell’autonomia patrimoniale perfetta dell’associazione. Infatti un’associazione riconosciuta risponde per le proprie obbligazioni solo con il proprio patrimonio (proprio come una società di capitali). Le associazioni non riconosciute, invece, rispondono per le proprie obbligazioni (per i propri debiti, per intenderci) anche con il patrimonio delle persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione. Si tratta in primo luogo del Presidente, ma anche di chi abbia rappresentato l’associazione in uno specifico affare per effetto di procura (per saperne di più leggi il nostro articolo sulla responsabilità del Presidente di un’Associazione).

Quali requisiti deve avere la mia associazione per ottenere il riconoscimento?

L’iter del riconoscimento giuridico è attualmente affidato alle singole Regioni, quindi per conoscere esattamente la procedura e i requisiti richiesti occorre consultare il sito della Regione in cui la vostra associazione opera (per il Piemonte clicca qui).

In primo luogo, l’atto costitutivo e lo statuto devono essere redatti con atto pubblico (redatto da un Notaio).

Anche un’associazione non costituitasi inizialmente per atto pubblico potrà in seguito richiedere il riconoscimento ma dovrà integrare l’atto costitutivo mediante verbale di assemblea degli associati redatto per atto pubblico.

In secondo luogo la Regione si occupa di verificare che l’associazione abbia un patrimonio sufficiente a garanzia dei suoi creditori: per la Regione Piemonte occorre presentare gli ultimi due rendiconti economici, dai quali deve risultare che l’associazione non ha chiuso in perdita. Se l’associazione si è costituita da meno di un anno, deve invece produrre una certificazione bancaria che attesti che sul conto corrente intestato all’associazione si ha una disponibilità pari almeno ad € 15.493,71.

Se il patrimonio dell’associazione è composto anche da immobili, occorre nominare un perito e presentare anche una perizia asseverata del valore degli immobili.

Oltre a questi documenti occorre produrne altri, come il verbale dell’assemblea che approva la decisione in merito al riconoscimento, un elenco degli amministratori e così via, documenti che variano sensibilmente da Regione a Regione.

Questo iter è uguale per tutte le Regioni?

Assolutamente no. A titolo di esempio, la Regione Lombardia richiede gli ultimi tre rendiconti annuali e richiede sempre la certificazione bancaria che attesti l’entità del patrimonio in denaro posseduto dall’associazione. Per la Regione Lombardia, il patrimonio minimo che un’associazione deve detenere per ottenere il riconoscimento giuridico è pari a € 52.000.

NOVITA’ – RIFORMA DEL TERZO SETTORE

La Riforma del Terzo Settore non ha abrogato la disciplina di cui sopra, che rimarrà valida per tutte quelle associazioni che decideranno di non iscriversi al Registro degli Enti del Terzo Settore.

I futuri Enti del Terzo Settore, invece, potranno decidere se qualificarsi come enti riconosciuti oppure come enti non riconosciuti.

Per gli Enti del Terzo Settore sarà sufficiente costituirsi mediante atto pubblico e avere un patrimonio non inferiore a € 15.000 (nel caso delle associazioni) o di € 30.000 (nel caso delle fondazioni) per poter ottenere automaticamente il riconoscimento giuridico e quindi l’autonomia patrimoniale perfetta. Sarà il Notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo dell’Ente ad essere responsabile dei controlli circa la sussistenza delle condizioni necessarie per il riconoscimento. Al termine di tali controlli, il Notaio che ha rogato l’atto costitutivo provvede all’iscrizione nel Registro Unico nella sezione enti riconosciuti. Se invece i controlli di cui sopra danno esito negativo, il Notaio ne darà comunicazione agli Amministratori, i quali potranno procedere autonomamente all’iscrizione nel Registro.

Il riconoscimento in questo caso avverrà automaticamente, senza bisogno di ulteriori procedure di riconoscimento, con l’iscrizione nel Registro Unico da parte del Notaio che si occuperà della sua costituzione.

La novità fondamentale introdotta dalla Riforma del Terzo Settore è che il riconoscimento non sarà più il risultato di una concessione discrezionale da parte degli enti preposti, ma sarà automatico al ricorrere di determinate condizioni e gli Uffici non entreranno più nel merito della questione se ad effettuare l’iscrizione sarà un Notaio.

Si creerà quindi un doppio binario: la procedura da seguire per gli enti non iscritti al Registro Unico (ex DPR 361/2000) e l’iscrizione effettuata dal Notaio nel Registro Unico nella sezione degli enti riconosciuti.iconoscimento giuridico associazion